Non sono sicuro di avere qualcosa di particolarmente originale da dire. Ma ho imparato, lavorando in emergenza, che il pensiero scritto è diverso dal pensiero parlato — è più lento, più onesto, più difficile da mascherare.
Scrivo per capire cosa penso davvero. Di medicina, di come funzionano i sistemi, di cosa significa stare in un’ambulanza alle tre di notte con qualcuno che non respira.
Questo spazio è un tentativo di mettere ordine. Non un tentativo di insegnare nulla.